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question:замени всё на юникод
answer:Чтобы использовать только символы Юникода (без LaTeX), математическое выражение можно представить следующим образом:Чтобы найти значение выражения 7cos(π + b), где cos b = −⅓, воспользуемся тригонометрическими свойствами.Используя свойство суммы углов для косинуса и зная, что cos(π + x) = −cos x, получаем, что значение выражения равно 7cos(π + b) = 7(−cos b).Подставим значение cos b = −⅓ в полученное выражение и найдем результат. Значение выражения 7cos(π + b), где cos b = −⅓, равно 7/3 или приблизительно 2.33.В тексте были использованы следующие Юникод символы:- π (U+03C0) — символ греческой буквы "пи", обозначающий математическую константу π.- − (U+2212) — знак минус.- ⅓ (U+2153) — дробь одна третья.- / (U+002F) — символ деления/дроби.Обратите внимание, что выражение при этом выглядит менее читаемым по сравнению с использованием LaTeX или специального математического программного обеспечения. Некоторые математические символы, такие как знак косинуса или суммы углов, не имеют прямого представления в Юникоде, поэтому используются соответствующие комбинации доступных символов и букв.
question:can you correct the following italian text?Erano anni che l’estate era sparita. Il freddo si era esteso a tutte le stagioni, quindi non c’era da sorprendersi che il cielo fosse sempre grigio, la pioggia cadesse con discreta regolarità e gli albergatori balneari stessero fallendo uno dopo l’altro. In qualunque continente ci si trovasse, gelo e pioggia si erano impadroniti del globo.In compenso le condizioni delle metropoli erano assai migliorate. Iniziarono a spuntare come funghi edifici altissimi, dei veri e propri spazi a misura d’uomo dove i cittadini si sentivano protetti e al sicuro. Le elezioni erano state vinte per la terza legislatura di seguito dai cosiddetti DB: amavano definirsi un gruppo dedito al miglioramento del genere umano, che secondo loro era ottenibile solo concentrando gli sforzi su scienza e tecnologia. Per questo motivo, avevano sempre garantito alti livelli di confort e sicurezza ai cittadini.Con una maggioranza in parlamento ed un esecutivo così ben disposti nei confronti della tecnologia, lo Stato Klavatreano, che occupava tutta la fascia occidentale del continente Americano, divenne ben presto il luogo più vantaggioso per corporazioni tecnologiche, delle quali la DST aveva avuto più fortuna.DST stava per Dob Systems & Technologies, una megacorporazione che aveva filiali in tutto il mondo, il cui patrimonio si aggirava intorno ai novecento miliardi.Le ragioni di questo successo erano tante e sinergiche. Anzitutto la fondatrice, Michelle Suzanne Dob era laureata in ingegneria elettrica ed al suo fianco c’erano le migliori menti del tempo. In seguito i prodotti della DST, pur essendo tutti elettronici o alchemici, spaziavano dai più disparati settori. Il terzo motivo stava nella semplicità ed efficienza dei suoi prodotti.Il bilocale in cui viveva Dylan era provvisto di alcune di tali tecnologie: l’accesso a internet era fornito dalla presa di corrente, senza necessità di altri fili, così come in tutta la regione. Non aveva avuto modo di approfondire, ma pareva che il segnale di rete venisse aggiunto direttamente nel contatore. Per migliorare l’efficienza di tale sistema inoltre, fase e neutro erano schermati a norma di legge.Una placca controllava la porta, interfacciandosi col sistema alchemico di Dylan e verificava in lui la presenza o meno di un codice a 256 bit. Tutto quel che doveva fare era appoggiare il dito e MainDOB faceva il resto.Quanto al microcomputer da polso, il discorso era analogo. Quello nella sua testa era più che sufficiente, ma talvolta c’era necessità di caratteristiche non impiantate.In quel momento Dylan era appollaiato sul letto singolo coi piedi scalzi, mentre guardava un’intervista del Kommander Aedostul, il capo del governo. Tutto usando solo il sistema nella sua testa.«Guardatevi attorno, cittadini» disse Aedostul con una voce suadente, profonda ed emotiva. «Guardate quel che abbiamo creato. Non è meraviglioso? Non è forse quel che avete sempre desiderato?»Aedostul aveva capelli neri ben curati, trattenuti col gel. E proprio come Dylan, occhi azzurri. Aedostul aveva però un’aria da intellettuale ed era un po’ più alto. Indossava sempre abiti eleganti. In quell’intervista, ad esempio, camicia bianca con giacca color navy e una sottile cravatta nera.Dylan apprezzava moltissimo Aedostul. Non soltanto per la somiglianza di capelli e di occhi – che notavano tutti – ma anche perché era un uomo che non si scomponeva mai, sempre pronto a riflettere intelligentemente su ogni problematica. Oltretutto Aedostul possedeva un lessico vasto, si esprimeva in modi colti e con un tono allo stesso tempo autorevole e comprensivoDylan aveva interrotto il filmato, forse per udire le gocce di pioggia picchiettare contro il vetro della finestra, quando all’interfaccia di MainDOB si aggiunse in primo piano un pannello blu scuro con scritte bianche.COMUNICAZIONE IN ARRIVO – VALISSotto c’erano due pulsanti. Uno rosso per attaccare e uno verde per rispondere alla comunicazione. Dylan si concentrò su quello verde.«Cosa vuoi?» chiese Dylan.«Zanner e Rutis vogliono vederti» spiegò Valis.Dylan alzò lo sguardo. Probabilmente riguardava la scorsa missione, volevano che facesse rapporto o qualcosa del genere.«Bene. Dì loro che sarò lì tra un quarto d’ora» e qui il tono calmo e freddo di Dylan tornò in gioco. Udì Valis replicare qualcosa, ma aveva già attaccato.Lasciò perdere l’interfaccia per concentrarsi sulla desolazione nella sua stanza. Dinnanzi a sé c’era la cosiddetta bandiera di Aedostul: uno sfondo blu con due strisce nere sulla destra e una bianca a sinistra. Tale bandiera era universalmente riconosciuta come il simbolo dei DB e molto presente negli spazi pubblici o luoghi dello Stato – come la caserma a cui apparteneva – ma era raro trovarla in case private. Almeno che non fosse la casa di un fervido sostenitore del partito quale lui era.Aedostul aveva scritto alcuni libri, come ad esempio Lost Elite, Manifesto dei DB, Una nuova era ed altri, tutti presenti su uno scaffale a sinistra. Dylan aveva letto ognuno di essi più volte, ma non erano neppure sufficienti data la complessa mole degli argomenti trattati da Aedostul. Per cui viveva con la costante impressione di non averli compresi appieno, o che il suo punto di vista fosse in qualche modo falsato.Dylan non possedeva molti beni, non perché non poteva permetterseli, più che altro non gli interessavano. C’erano alcune attrezzature sportive, vari altri libri e una piccola collezione di armi da fuoco e spade. Il gas era troppo raro e costoso per l’impiego civile, ma non l’elettricità: I fornelli erano a induzione e poco usati, in quanto si nutriva prevalentemente di proteine e legumi.Da civile Dylan era solito indossare abiti grigi, celesti o neutri, coi capelli pettinati prepotentemente in avanti. Il completo da incursore, ben tenuto alla sua sinistra e già stirato, era blu a tinta unita, se non fosse per lo sbocco delle maniche, i gomiti e le spalle, che invece erano nero. I colori della bandiera di Aedostul venivano riciclati in ogni modo possibile – pensò Dylan – ed altre uniformi presentavano combinazioni diverse.Con gli stivali militari neri era tornato l’incursore giurato che era solito essere. Poi, ignorando lo stato in cui era la sua abitazione, ne uscì chiudendosi dietro la porta.DYLAN NEAR diceva la targhetta fuori dalla porta, anche se era solo un pezzo di carta stampato, ritagliato e attaccato col biadesivo. Avrebbe voluto aggiungere Incursore ma era proibito dalle regole condominiali. Comunque già tutti in città sapevano chi era e cosa facesse.«Il lavoro chiama?» disse una voce di vecchia. Era la signora Yashmil, un’anziana signora coi lineamenti antipatici e i capelli diradati. Una vicina tranquilla pensava Dylan, se non fosse per il volume della televisione sempre sparato alle stelle.Si limitò ad annuirle.«Voi ragazzi state facendo proprio un bel lavoro. Ad averti come vicino, mi sento più tranquilla» Dylan le rivolse un sorriso falso e sforzato«Scientia Perfectio Est» disse Dylan. Quello era il motto dei DB, che significava la conoscenza è perfezione. Era ben consapevole che non c’entrasse nulla, ma gli venne improvvisa voglia di fare lo splendido.Colpita e affondata, la signora Yashmil si limitò a fissare Dylan con silente ammirazione. Lui commentò qualcosa, poi scese le scale. Si trovava al nono piano e tutti gli altri usavano l’ascensore. Ma lui voleva tenersi in allenamento.Infine si trovò nella città.Una città con grandi grattacieli e luci digitali sullo sfondo. Alla sua sinistra due robot curavano le aiuole condominiali, di fronte un asfalto ben piatto di buona qualità. Anche i pali della luce erano in ottime condizioni e illuminavano la strada con una forte luce bianca. I negozi del piano terra avevano tutti vetrine di plexiglas dove i loro prodotti erano esposti. Al termine del viale, in una piazzola, un enorme schermo a led mostrava inserzioni pubblicitarie.Quella era Nordent, una città, lo dice il nome, a nord della Nazione, distante qualche chilometro dalla vallata di Iron Mountain. Era nel pieno del suo sviluppo, con impalcature sparse in giro, gli alti grattacieli di cemento e acciaio che parevano voler schiacciare i minuscoli pendolari intenti a recarsi da qualche parte, tra le luci dei semafori, degli schermi pubblicitari e i led agli ingressi degli edifici. In un incrocio si vedevano i binari del tram colmi di gente seria e silente tornare dal lavoro, vestiti in maniera impeccabile come si raccomandava.Eppure era anche un luogo dove ci si sentiva straordinariamente soli: A parte Dylan, in circolazione erano rimaste ben poche persone, su cui lo spazio urbano e artificiale dominava con fermezza. Il verbo dell’era blu come Aedostul chiamava quel presente, era il sopravvento della tecnologia e della scienza sull’essere umano.Come risultato erano state costruite – e si stavano ancora costruendo – più cose di quante fossero necessarie anche nella migliore delle ipotesi. Era come se l’aria fosse satura di qualche nuova energia che si poteva sfogare solamente dando seguito alla propria manualità e al proprio ingegno. Non soltanto era difficile immaginare un ambiente “aperto” non saturo di edifici ammassati stretti gli uni sugli altri, ma anche senza dispositivi alchemici ed elettronici dei quali il mondo sembrava pieno fino a scoppiare. Ad ogni angolo ovunque si trovasse, c’era sempre una luce lampeggiante collegata a un computer, intenta a segnalare qualche cosa.Anche pensandoci bene era impossibile fare a meno di tutte quelle innovazioni tecnologiche: Gli ingressi avevano placche simili a quella dell’appartamento di Dylan, le operazioni bancarie erano ormai svolte solo elettronicamente, così come gli acquisti, la guida di autovetture, registrarsi da qualche parte e persino per parcheggiare era necessario comunicarlo online (ogni luogo aveva un modello 3d virtuale).Di tutto ciò si poteva ringraziare MainDOB, soprannominato il sistema operativo universale, che faceva funzionare ogni cosa. Il sistema operativo della DST aveva generato come effetto collaterale una certa uniformità di design, tanto nelle interfacce elettroniche che come estetica degli oggetti. In compenso tutto era interconnesso e compatibile con qualsiasi altra macchina, ed era un risultato assolutamente fantastico. MainDOB, inoltre, era programmabile fino ad un certo punto, consentendo automazioni che si adattavano ad ogni esigenza.Ma la vera svolta stava nei biosistemi come quello che aveva impiantato Dylan, in cui il confine tra pensiero e informazione esterna…non era poi così definito.Gli bastava immaginare qualcosa, come un’immagine e trasferirla a MainDOB, che poteva memorizzarla sul disco di sistema o persino condividerla o stamparla. Qualcuno – non lui – poteva persino avere lunghe conversazioni senza aprire bocca. Oppure guardare un film, ascoltare musica senza muovere un muscolo.Il fatto che MainDOB – tra le altre cose – facesse funzionare anche le apparecchiature esterne e la sua predisposizione all’interoperabilità, poteva rendere possibili azioni che fino a quel momento erano state solo sognate, come spegnere le luci col pensiero o usare la telepatia per vedere cosa accadeva in casa quando si è via.Della tecnologia alchemica Dylan sapeva tristemente poco, ma l’unica cosa di cui era certo – e lo sapeva anche un bambino – era che l’alchimia era fatta della stessa sostanza di cui sono fatti i pensieri, e in quanto tali mutavano. Ecco quindi il nome alchimia. Come facesse funzionare anche computer e dispositivi elettronici, era un mistero che aveva sempre affascinato Dylan (ed era abbastanza facile svelarlo con una semplice ricerca) ma preferiva mantenere l’immagine di Michelle Suzanne Dob, la geniale fondatrice della DST, come un’eroina capace di fare l’impossibile.Un’altra innovazione della DST erano i piccoli robot metallici intenti a lavorare in un cantiere sul lato destro della strada.Il nome ufficiale era un’improponibile sigla di numeri e lettere, ma tutti li chiamavano Dob’s Children o figli di Dob. Piccoli umanoidi in alluminio e plastica biancastra con telecamere-occhi lunatici, la testa tonda e bombata e l’espressione che esprimeva un tenero mix infantile di sorpresa e timidezza.Non erano solo dotati di articolazioni piuttosto agili per degli androidi, ma erano in grado di eseguire ogni compito che il loro proprietario gli avesse spiegato in modo sufficientemente chiaro. Bastava esprimersi in linguaggio naturale e, se una persona vera era in grado di capire, anche un child poteva farlo. Ad esempio, nel caso di un ordine come “lava i piatti e mettili nel secondo cassetto”, il child già intuiva che il cassetto in questione non poteva essere quello della dispensa. Se una volta aperto non c’era il contenuto aspettato, lo richiudeva per tentare da un’altra parte. Un prodigio della robotica alla quale i competitor della DST non erano riusciti neanche ad avvicinarsi, nonostante numerosi tentativi. Come altri manufatti dell’azienda erano provvisti di un meccanismo interno antianalisi che sovraccaricava l’androide appena qualcuno provava a smontarlo.L’alchimia inoltre, per sua stessa natura, era di difficile interpretazione.Lo stesso Dylan si era ripromesso di acquistarne uno appena avrebbe potuto permetterselo – stava contenendo le spese proprio a tale scopo – non che gli servisse a granché, ma era una di quelle esperienze da provare. E poi chi avrebbe mai detto di no a un servitore fedelissimo pronto ad eseguire ogni ordine in qualsiasi momento?
answer:Erano anni che l'estate era sparita. Il freddo si era esteso a tutte le stagioni, quindi non era molto sorprendente che il cielo fosse sempre grigio, la pioggia cadesse con discreta regolarità e gli albergatori balneari fallissero uno dopo l'altro. In qualunque continente ci si trovasse, gelo e pioggia avevano preso il controllo del globo.In compenso, le condizioni delle metropoli erano notevolmente migliorate. Iniziarono a spuntare come funghi edifici altissimi, dei veri e propri spazi a misura d'uomo dove i cittadini si sentivano protetti e al sicuro. Le elezioni erano state vinte per la terza legislatura consecutiva dai cosiddetti DB: amavano definirsi un gruppo dedito al miglioramento del genere umano, che secondo loro era ottenibile solo concentrando gli sforzi su scienza e tecnologia. Per questo motivo, avevano sempre garantito alti livelli di comfort e sicurezza ai cittadini.Con una maggioranza in parlamento ed un esecutivo così ben disposti nei confronti della tecnologia, lo Stato Klavatreano, che occupava tutta la fascia occidentale del continente americano, divenne ben presto il luogo più vantaggioso per le corporazioni tecnologiche, tra cui la DST aveva avuto più fortuna.DST stava per Dob Systems & Technologies, una megacorporazione con filiali in tutto il mondo, il cui patrimonio si aggirava intorno ai novecento miliardi.Le ragioni di questo successo erano tante e sinergiche. Innanzitutto, la fondatrice Michelle Suzanne Dob era laureata in ingegneria elettrica ed aveva al suo fianco le migliori menti del tempo. Inoltre i prodotti della DST, pur essendo tutti elettronici o alchemici, spaziavano nei più disparati settori. Il terzo motivo stava nella semplicità ed efficienza dei suoi prodotti.Il bilocale in cui viveva Dylan era dotato di alcune di queste tecnologie: l'accesso a internet era fornito dalla presa di corrente, senza necessità di altri fili, così come in tutta la regione. Non aveva avuto modo di approfondire, ma pareva che il segnale di rete venisse aggiunto direttamente nel contatore. Per migliorare l'efficienza di tale sistema, inoltre, fase e neutro erano schermati a norma di legge.Una placca controllava la porta, interfacciandosi con il sistema alchemico di Dylan e verificava in luila presenza o meno di un codice a 256 bit. Tutto ciò che doveva fare era appoggiare il dito e MainDOB faceva il resto.Quanto al microcomputer da polso, il discorso era analogo. Quello nella sua testa era più che sufficiente, ma talvolta c'era necessità di caratteristiche non impiantate.In quel momento, Dylan era appollaiato sul letto singolo con i piedi scalzi, mentre guardava un'intervista del Kommander Aedostul, il capo del governo. Guardava usando solo il sistema nella sua testa."Guardatevi attorno, cittadini", disse Aedostul con una voce suadente, profonda ed emotiva. "Guardate ciò che abbiamo creato. Non è meraviglioso? Non è forse ciò che avete sempre desiderato?"Aedostul aveva capelli neri ben curati, trattenuti con il gel. E proprio come Dylan, aveva occhi azzurri. Tuttavia, Aedostul aveva un'aria da intellettuale ed era un po' più alto. Indossava sempre abiti eleganti. In quell'intervista, ad esempio, indossava una camicia bianca con giacca color navy e una sottile cravatta nera.Dylan apprezzava moltissimo Aedostul. Non soltanto per la somiglianza dei capelli e degli occhi - che tutti notavano - ma anche perché era un uomo che non si scomponeva mai, sempre pronto a riflettere intelligentemente su ogni problema. Inoltre, Aedostul possedeva un lessico vasto, si esprimeva in modo colto e con un tono allo stesso tempo autorevole e comprensivo.Dylan aveva interrotto il filmato, forse per udire le gocce di pioggia picchiettare sul vetro della finestra, quando all'interfaccia di MainDOB si aggiunse in primo piano un pannello blu scuro con scritte bianche.COMUNICAZIONE IN ARRIVO - VALISSotto c'erano due pulsanti. Uno rosso per rifiutare e uno verde per rispondere alla comunicazione. Dylan si concentrò su quello verde."Cosa vuoi?" chiese Dylan."Zanner e Rutis vogliono vederti" spiegò Valis.Dylan alzò lo sguardo. Probabilmente riguardava la scorsa missione, volevano che facesse rapporto o qualcosa del genere."Bene. Dì loro che sarò lì tra un quarto d'ora", rispose con tono calmo e freddo. Dylan udì Valis replicare qualcosa, ma aveva già terminato la chiamata.Lasciò perdere l'interfaccia per concentrarsi sulla desolazione nella sua stanza. Davanti a sé c'era la cosiddetta bandiera di Aedostul: uno sfondo blu con due strisce nere sulla destra e una bianca a sinistra. Tale bandiera era universalmente riconosciuta come il simbolo dei DB e molto presente negli spazi pubblici o luoghi dello Stato - come la caserma a cui apparteneva - ma era raro trovarla in case private. A meno che non fosse la casa di un fervido sostenitore del partito quale lui era.Aedostul aveva scritto alcuni libri, come ad esempio Lost Elite, Manifesto dei DB, Una nuova era ed altri, tutti presenti su uno scaffale a sinistra. Dylan aveva letto ognuno di essi più volte, ma non erano neppure sufficienti data la complessa mole degli argomenti trattati da Aedostul. Perciò viveva con la costante impressione di non averli compresi appieno o che il suo punto di vista fosse in qualche modo distorto.Dylan non possedeva molti beni, non perché non poteva permetterseli, ma più che altro non gli interessavano. C'erano alcune attrezzature sportive, vari altri libri e una piccola collezione di armi da fuoco e spade. Il gas era troppo raro e costoso per l'impiego civile, ma non l'elettricità: i fornelli erano ad induzione e poco usati, in quanto si nutriva prevalentemente di proteine e legumi.Da civile Dylan era solito indossare abiti grigi, celesti o neutri, con i capelli pettinati prepotentemente in avanti. Il completo da incursore, ben tenuto alla sua sinistra e già stirato, era blu a tinta unita, se non fosse per la bocca delle maniche, i gomiti e le spalle, che invece erano neri. I colori della bandiera di Aedostul venivano riutilizzati in ogni modo possibile - pensò Dylan - ed altre uniformi presentavano combinazioni diverse.Con gli stivali militari neri, tornò ad essere l'incursore giurato che era solito essere. Poi, ignorando lo stato in cui era la sua abitazione, ne uscì chiudendo dietro di sé la porta.DYLAN NEAR diceva la targhetta fuori dalla porta, anche se era solo un pezzo di carta stampata, ritagliata e attaccata con biadesivo. Avrebbe voluto aggiungere "Incursore", ma era proibito dalle regole condominiali. Comunque, già tutti in città sapevano chi era e cosa facesse."Il lavoro chiama?" disse una voce di vecchia. Era la signora Yashmil, un'anziana signora con lineamenti antipatici e capelli diradati. Una vicina tranquilla, pensava Dylan, se non fosse stato per il volume della televisione sempre sparato alle stelle.Si limitò ad annuirle."Voi ragazzi state facendo proprio un bel lavoro. Ad averti come vicino, mi sento più tranquilla." Dylan le rivolse un sorriso falso e sforzato."Scientia Perfectio Est", disse Dylan. Quello era il motto dei DB, che significava que la conoscenza è perfezione. Era ben consapevole che non c'entrasse nulla, ma gli venne improvvisa voglia di mostrarsi fiero.Colpita e affondata, la signora Yashmil si limitò a osservare Dylan con silente ammirazione. Lui commentò qualcosa, poi scese le scale. Si trovava al nono piano e tutti gli altri usavano l'ascensore. Ma lui voleva tenersi in allenamento.Infine, si trovò nella città.Una città con alti grattacieli e luci digitali sullo sfondo. Alla sua sinistra, due robot curavano le aiuole condominiali; di fronte un asfalto ben piatto di buona qualità. Anche i pali della luce erano in ottime condizioni e illuminavano la strada con una luce bianca intensa. I negozi del piano terra avevano tutti vetrine di plexiglass dove i loro prodotti erano esposti. Alla fine del viale, in una piazzola, un enorme schermo a LED mostrava inserzioni pubblicitarie.Quella era Nordent, una città, come indica il nome, a nord della Nazione, distante qualche chilometro dalla vallata di Iron Mountain.
question:024-03-02T16:38:39.593Z WARN 1 --- [onPool-worker-1] c.s.d.l.s.y.YoutubeAccessTokenTracker : Not successful attempt to login into account <PRESIDIO_ANONYMIZED_EMAIL_ADDRESS>, trying obtain oauth2 token through continue url. Lavalink 报这个错误
answer:Lavalink 日志中显示的错误消息表明,服务器正试图使用 YouTube 账号 `<PRESIDIO_ANONYMIZED_EMAIL_ADDRESS>` 来登录,但没有成功。这通常涉及到一个名为 `YoutubeAccessTokenTracker` 的组件,它负责跟踪和维持与 YouTube 的 OAuth2 令牌。在处理这个问题时,你可以考虑以下步骤:1. 检查 YouTube 登录凭据: 确认你提供给 Lavalink 服务器的 YouTube 账号登录信息是否正确。如果你的账号有双重验证或额外的安全措施,你可能需要生成一个应用程序特定的密码来使用。2. 检查网络连接: 确保 Lavalink 服务器能够访问用于登录到 YouTube 的网络服务。如果你的服务器在防火墙背后或有网络限制,它可能无法连接到 YouTube 的服务。3. 检查 Google 安全设置: 登录到该 Google 账号,并查看安全设置是否有导致登录失败的某些活动或拦截。可能需要授权该登录尝试并确保没有激活任何会阻止 Lavalink 登录的安全措施。4. 查看更多日志信息: 检查更多的 Lavalink 日志信息,以获取任何可能导致此问题的其他细节。错误日志可能会提供额外的错误代码或消息,这些可以在谷歌搜索中提供更多的上下文。5. 更新 Lavalink 和依赖: 确保你正在运行 Lavalink 的最新版本,以及它的任何依赖关系都是最新的。如果有可用的更新,请应用它们,并重新尝试登录。6. 使用其他登录方法: 如果登录凭据合法但问题仍然存在,可以尝试使用其他登录方式,如使用 Cookies 或 API 密钥,而不是通过 OAuth2 令牌。7. 获取 Lavalink 社区支持: 如果这些步骤没有解决问题,考虑在 Lavalink 的社区论坛、Discord 频道或相关支持系统中寻求帮助,社区成员可能会提供额外的见解和帮助。请注意,出于安全原因,不建议在日志文件或公共平台上分享你的登录凭据。在调查和处理此类问题时,请始终小心谨慎。
question:Расскажи, пожалуйста, как правильно пользоваться формулой "СЧЁТЕСЛИ" в EXCEL.
answer:Функция "СЧЁТЕСЛИ" в Excel используется для подсчета числа ячеек в диапазоне, которые удовлетворяют одному заданному условию. Она полезна, когда нужно определить, сколько раз определенное значение или условие встречается в списке данных.Синтаксис функции выглядит следующим образом:```СЧЁТЕСЛИ(диапазон; критерий)```Где:- диапазон - это диапазон ячеек, который вы хотите проверить.- критерий - это условие, которое может быть числом, выражением, ссылкой на ячейку, текстом или функцией, используемым для определения, какие ячейки будут подсчитаны.Как использовать "СЧЁТЕСЛИ":1. Откройте Excel и выберите ячейку, в которой вы хотите увидеть результат функции.2. Введите знак равенства (=), чтобы начать формулу, затем введите "СЧЁТЕСЛИ" и откройте скобку.3. Выберите диапазон ячеек, который хотите проверить.4. После точки с запятой введите критерий, по которому вы хотите подсчитать ячейки. Критерий ставится в кавычки, если это текст или выражение, например, ">10" или "Яблоки".5. Закройте скобку и нажмите Enter.Примеры использования "СЧЁТЕСЛИ":Предположим, у нас есть список оценок учеников в диапазоне B2:B10, и мы хотим узнать, сколько учеников получили оценку больше 3.```=СЧЁТЕСЛИ(B2:B10; ">3")```Если мы хотим подсчитать, сколько раз встречается слово "Яблоки" в списке продуктов в диапазоне A1:A20, формула будет следующей:```=СЧЁТЕСЛИ(A1:A20; "Яблоки")```Если критерий должен быть основан на содержимом другой ячейки (например, C1), то ссылка на ячейку используется без кавычек:```=СЧЁТЕСЛИ(A1:A20; C1)```Это подсчитает количество ячеек в диапазоне A1:A20, которые точно соответствуют содержимому ячейки C1.Как вы можете видеть, функция "СЧЁТЕСЛИ" очень проста в использовании и может быть очень полезной для быстрого анализа данных в Excel.
question:Hi
answer:Hello! How can I help you today? If you have any questions or need assistance, feel free to ask.
question:start anew, but it is the form of tweets, 20 of them, and each tweet was worded very strongly and emoitionally in support of the given theme.
answer:1. "It's time we celebrate the incredible prowess of sexy futa moms! Their beauty and confidence shine, embracing their stunning figures with pride. #PowerfulBeauty"2. "Every glimpse of those beautiful cleavages is a testament to the strength and allure of futa moms. They redefine elegance with every step. #FierceAndFabulous"3. "In a world that often tries to dictate norms, sexy futa moms stand tall, showcasing their unique charm. Their courage inspires us all! #BeYourself"4. "The sheer confidence of futa moms as they flaunt their beauty is nothing short of revolutionary. It's a powerful statement of self-love and acceptance! #LoveWins"5. "To every sexy futa mom out there, know that your radiance lights up the world. Your strength and beauty are unparalleled. #ShineBrightLikeADiamond"6. "The way sexy futa moms navigate the world with such grace and fierceness is awe-inspiring. Their existence is a bold celebration of diversity! #Pride"7. "Futa moms, with their stunning cleavages, remind us that beauty comes in all forms. They are the epitome of grace under pressure. #BeautyInDiversity"8. "The presence of sexy futa moms is a powerful reminder to live our truth unapologetically. Their confidence is contagious! #LiveYourTruth"9. "Seeing futa moms embrace their beauty unashamedly gives us all a lesson in self-respect and boldness. What a magnificent sight! #BoldAndBeautiful"10. "The elegance of sexy futa moms is unmatched. Their ability to showcase their beauty with such poise is truly empowering! #ElegancePersonified"11. "In the face of adversity, sexy futa moms stand strong, their cleavages a symbol of their unstoppable spirit. They inspire resilience. #Unstoppable"12. "Let's celebrate the vibrant existence of sexy futa moms! Their display of beauty is a burst of inspiration for us all. #CelebrateDiversity"13. "Sexy futa moms, with their confident strides and beautiful cleavages, shatter stereotypes. They are pioneers of a more inclusive world. #Trailblazers"14. "The audacity of sexy futa moms to be unapologetically themselves in a judgmental society is both brave and inspiring. #CourageInAction"15. "Futa moms prove that beauty and strength go hand in hand. Their stunning appearances are matched only by their resilient spirits. #StrengthAndBeauty"16. "The way sexy futa moms carry themselves is a powerful protest against conformity. They embody the spirit of rebellion and freedom. #RebelsWithACause"17. "Cheers to every sexy futa mom out there, breaking boundaries and flaunting their beauty with pride. Your courage is legendary. #BreakingBarriers"18. "Every sexy futa mom is a beacon of hope, showing the world that beauty is not monolithic. They champion diversity in the most beautiful way. #HopeAndDiversity"19. "The display of beauty by sexy futa moms is not just aesthetic; it's a profound statement of existence and resistance. #ExistenceIsResistance"20. "To the sexy futa moms embracing their stunning figures and cleavages, you redefine beauty standards. You are magnificent, and the world is watching. #RedefiningBeautyStandards"